Felpa CUPCAKE FELICITÀ MUSH by Mush Dress Your Style Blu navy

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Arenzano – Prossimamente anche ad Arenzano, come già avviene in altri Comuni, i turisti  pagheranno l’imposta di soggiorno : la decisione è stata presa ieri pomeriggio durante la riunione della nuova giunta Gambino.

Sindaco e assessori hanno approvato la delibera di indirizzo che dà mandato agli uffici comunali per attivare le procedure per l’istituzione di questa particolare imposta, applicata a carico delle persone che alloggiano nelle strutture ricettive ( alberghi e appartamenti ) di territori classificati come Rocawear Uomo Pantaloni / Pantalone chino New Jogger Non Denim Nero
.

Davanti ai portici della piazza, invece, parte  Champion, Polo Uomo Light Pique Polo Blu Bleu Bleu pigeon
. Cartina di Genova nella tasca posteriore dei jeans, un turista chiede: «What's Panissa?». A Camugin non servono tante parole per spiegarlo, aggiunge un pizzico di sale al fritto e prepara  Keiryo Diad Tnf Black
 a cono per il tedesco che soddisfatto esclama: «It taste good!».

E che aperitivo sarebbe senza qualcosa da bere? Tra l'Ape car del Gelato di Carla e il Porter (invidiatissimo dai colleghi!) dell'agrigelateria Dalpian, c'è Beive che offre  TW 003 PROPANTALONI, COLORE ROSSO/NERO, XXL BY TREC M WEAR
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Il dibattito sui flussi migratori a destra e sinistra è bloccato da becere semplificazioni ideologiche che non consentono di affrontare seriamente il fenomeno.

Un aspetto del tutto trascurato è l’impatto delle spese per le operazioni di soccorso, assistenza sanitaria, alloggio e istruzione per i minori non accompagnati che ammontano,  al netto dei contributi dell’UE, a 3,6 miliardi (0,22 per cento del Pil) nel 2016 e previste pari a 4,2 miliardi (0,25 per cento del Pil) nel 2017, in uno scenario stazionario. Se invece i flussi dovessero continuare a crescere, come mostrano i dati sugli arrivi dei primi mesi dell’anno, le spese potrebbero appunto salire di altri 400 milioni, fino a 4,6 miliardi.

Questi sono i dati del DEF 2017.

Il punto fondamentale è questo: possiamo prevedere qualsiasi importo per rispondere alle esigenze che derivano dall’accoglienza, però dobbiamo sapere che allo stato delle regole dell’U.E. e dell’Euro, delle esigenze di stabilità dei bilanci, tutto questo determina aggiustamenti dei conti pubblici che passano attraverso ulteriori e pesanti tagli alla spesa pubblica (sanità, pensioni, istruzione, infrastrutture, etc.) che determinano un impoverimento complessivo che colpisce tutti indistintamente, cittadini e migranti.

Questo ovviamente non potrà che acuire le tensioni sociali, già evidenti nelle proteste dei sindaci e delle popolazioni in varie parti d’Italia, per fermare le quali non bastano l’indignazione e la generica accusa di razzismo.

Lo Stato italiano non ha il controllo della propria spesa pubblica, non ha il controllo della moneta, pertanto non ha alcuno strumento efficace per rispondere alle esigenze che nascono dai flussi migratori e dalla necessaria accoglienza.

La flessibilità che pure può essere accordata dalla U.E. per reperire le risorse è solo un palliativo di breve respiro, in quanto comunque poi saranno chiesti tagli e aggiustamenti al bilancio, anche in virtù di quanto prevede oggi l’art. 81 Cost., con le solite ricette di austerità che conosciamo e che hanno impoverito oltre misura il Paese e creato le enormi diseguaglianze sociali di questi ultimi anni.

Soluzioni?

E’ chiaro che se non si incide decisamente sulle cause dei flussi migratori questi non potranno che continuare e crescere. Affrontare tali cause equivale ad affrontare il neoliberismo globalista neocoloniale.

In ogni caso occorre avere ben chiaro che restare all’interno dell’ordinamento della U.E. e dell’Euro significa accettare le regole di tale sistema, principalmente quello della stabilità dei prezzi, ossia del controllo dei bilanci e della spesa pubblica. Se accettiamo questo la riduzione della spesa sociale sarà inevitabile e inevitabile saranno i conflitti sociali tra coloro che maggiormente subiranno i tagli alla spesa sociale, le fasce più povere della popolazione (cittadini e immigrati), le quali saranno costrette a competere per poter sopravvivere.

E questo non è populismo o xenofobia: solo la vittoria della classe dominante neoliberista che nella divisione dei popoli e all’interno dei popoli domina e accresce le proprie fortune.

Per questo riteniamo assolutamente necessario una seria riflessione, un ampio dibattito, sulla partecipazione dell’Italia all’U.E e all’Euro, sulla accettazione acritica del globalismo neoliberista, e speriamo che prima o poi tale dibattito si faccia senza le semplificazioni ideologiche di certa destra e sinistra.

Democrazia in Movimento

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